VERONICA MERLO – Ritorno ai simboli ancestrali

Quando ha iniziato a frequentare il Liceo Artistico di Nove, Veronica Merlo sapeva già che l’arte era la sua passione e che avrebbe cercato in ogni modo di farne la sua vocazione.

L’approccio con il suo mezzo prediletto, l’acquerello, è avvenuto successivamente, quando già frequentava l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove peraltro ha vissuto per tre anni. L’approccio più libero e meno veicolato dell’Accademia le ha aperto nuove strade, inaspettate, dandole modo di sperimentare altre tecniche. “Buttate giù una macchia di colore e dipingete quello che ci vedete dentro”: questo le disse uno dei suoi insegnanti. Veronica ci ha dipinto intorno tutto il suo mondo, ha trovato il modo di esprimersi in tutto e per tutto.

VERONICA_MERLOI suoi dipinti sono racconti di un universo ultraterreno che si esprime e si manifesta attraverso simboli ancestrali, allusioni a un contatto con Madre Natura ormai perso in questo nostro presente ipertecnologico. Le sue figure hanno occhi vuoti, a dimostrare l’alterità e la diversità spirituale della dimensione artistica delle sue opere. Vi si ritrovano dentro rimandi ad ogni tipo di arte: all’Arte Tribale per i simboli ancestrali e il forte legame con la Natura, all’arte fiamminga di Hieronymus Bosch per la componente visionaria, a Katsushika Hokusai per  le campiture di colore e lo stile bidimensionale, all’onirico proprio del Simbolismo.

Veronica non dà vita  intenzionalmente queste contaminazioni poiché le sue creazioni nascono di getto, dall’osservazione del mondo attraverso l’arte. Per lei l’arte è proprio questo: una gigantesca lente di ingrandimento con cui vedere tutto ciò che la circonda. Tutto può essere arte e quindi uno spunto da riportare nei suoi dipinti.

A campiture di colore intenso, vivo si contrappongono zone d’ombra, scure, buie. Del resto non ci sentiamo mai solamente felici o tristi: nella gioia esiste una macchia di tristezza e nella tristezza una macchia di gioia. Così i sentimenti si mescolano e non sono mai univoci: uno stato d’animo è espressione di tante sensazioni, dello Ying e dello Yang insieme. L’arte per questa giovane donna è manifestare e liberare le sue emozioni trasposte su un piano spirituale, quasi sublimato.

Vedere le sue opere è come leggerle dentro.

Pablo Picasso ha detto: “Tutto quello che puoi immaginare è reale.” Le sue tele sono visioni che partono dall’inconscio, impressioni frutto di sogni o di esperienze vissute che riemergono alla luce e popolano questo mondo dove il paradossale, l’assurdo e il sogno regnano sovrani.

Benché prediliga l’acquerello come mezzo artistico, si è cimentata anche nella pittura ad olio e nella grafica, in particolare nel disegno sotto forma di illustrazione. La narrazione affascina Veronica per le infinite possibilità che offre disegnare il racconto di una storia.  Nel disegno le sue creature perdono la forza del colore ma mantengono il legame ancestrale coi simboli della terra e l’intensità del segno grafico.

Veronica attualmente vive e lavora nel paese di Valrovina, vicino a Bassano del Grappa. Sta completando il biennio di specializzazione in Decorazione presso l’Accademia di Venezia, dopo aver conseguito il Diploma Triennale in Pittura.

A.Marchesan 

VERONICA MERLO

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