L’estemporanea forza del segno urbano

Tony Gallo è un artista padovano molto apprezzato e condiviso su tutti i social più popolari del momento. La sua è una personalità estroversa, propensa alla condivisione del suo mondo interiore attraverso l’Arte, supremo atto di espressione.

Fin da bambino, disegnava quando gli altri scrivevano, correva in strada col suo skateboard quando gli altri giocavano a pallone, suonava la chitarra quando gli altri preferivano andare a ballare. I suoi interessi e le sue priorità sono sempre stati altri, fino ad arrivare al momento in cui l’arte è divenuta il suo mestiere, la sua vocazione più profonda.

C’è qualcosa di Tony Gallo bambino in ognuna delle sue opere, di quella “stranezza” che altro non era se non immaginazione irrefrenabile.

tony-galloLa Street Art oggi la fanno in molti ma in pochi riescono a distinguere la differenza fra un segno indelebile, in sintonia con la realtà che lo circonda, e la semplice volontà di “lasciare un segno”.

Le sue opere nascono dal suo incondizionato amore, che lui stesso definisce “terribile”, per la vita, l’arte e la gioia. Ne nascono creature antropomorfe, affettuose e dolci, che ricordano le bambole e i peluche tanto cari ai bambini.

L’istinto è il motore pulsante di queste creazioni, come una sorta di bussola fantastica che disegna i contorni da percorrere.

Il colore è protagonista: coi suoi toni accesi e definiti dà volume ai soggetti e fa acquisire ulteriore valore simbolico ai gesti.

Si abbracciano, si aggrovigliano, si sfiorano: queste figure riempiono lo spazio, con gesti piccoli, schiacciati, calorosi. I loro minuscoli occhi distanziati sembrano scrutare lo spettatore e invitarlo a percorrere le strade della città, della loro città magica: burattini della nostra era, senza fili né Deus ex machina, liberi di vagare per le vie urbane. Tengono in mano casette vuote, peluche, oggetti curiosi, marionette; indossano vestiti o costumi improbabili e coloratissimi; somigliano a bambole di pezza,  talvolta con un becco conico. Sembrano quasi delle maschere spensierate e fanciullesche che si muovono all’interno del grande palco della città odierna.

Queste opere sono isole felici dentro al traffico, alla caoticità, al chiacchiericcio della vita urbana. Basta fermarsi a guardarle per uscire dagli schemi e sentirsi un po’più sereni e forse anche un po’ più felici.

Tony Gallo ha deciso di abbracciare la città attraverso dei segni iconografici estemporanei, istintivi e genuini che nascono da quello che ama descrivere come “un rapporto magico con l’arte”.

Le sue immagini si inseriscono nel contesto urbano tanto da diventare parte di una memoria collettiva condivisa, da rientrare in sostanza nei ricordi di chi frequenta o si trova a passare per i luoghi delle sue performance artistiche.

L’odore della vernice e delle bombolette spray riempie l’area circostante quando Tony lavora, in pieno giorno, osservato e fermato dalla gente, curiosa del suo lavoro e di cosa partorirà la sua fervida creatività.

La condivisione è divenuto una sorta di pilastro della società in cui viviamo, satura di immagini a tratti futili a tratti angoscianti. Condividere l’arte e renderla cuore pulsante della città, ci restituisce qualcosa che troppo spesso dimentichiamo di avere: la fantasia.

Marchesan Arianna