L’autodidatta della tradizione 

Autodidatta, curiosa e libera. Tre aggettivi che ben si accompagnano al ritratto artistico di Rossana Omili, artista veronese che privilegia una pittura di tradizione  e si esprime con un forte carattere nel segno e nel colore.

Ha iniziato a disegnare dall’infanzia: colori e matite l’hanno subito affascinata e il disegno è diventato presto il suo passatempo preferito.

Ha ereditato la passione per l’arte e la pittura dal padre, che ha coinvolto in tal senso anche altri componenti della sua famiglia. Suo malgrado però per lungo tempo Omili ha dovuto accantonare questa sua forte predisposizione.  Purtroppo, infatti non ha avuto la possibilità di frequentare una scuola in linea con le sue inclinazioni artistiche e in seguito gli impegni lavorativi e familiari le hanno fanno mettere temporaneamente nel cassetto la sua voglia e il suo bisogno di esprimersi in maniera figurativa.

Da qualche anno però è riuscita a riprendere il suo discorso interrotto con l’arte.

Cinque anni fa ha intrapreso la sua attività pittorica  approcciandosi prima alla tecnica dell’ acquarello e successivamente cimentandosi nella pittura ad olio.

E’ un’artista dal carattere forte e indipendente, ma che allo stesso tempo cerca il confronto con gli altri che diventano, per lei e per il suo linguaggio artistico, fonte di arricchimento e miglioramento; in funzione di ciò frequenta corsi di pittura per diletto e crescita personale e soprattutto per entrare in contatto con nuove tecniche pittoriche. Questi corsi oltre ad essere un importante stimolo diventano la preziosa occasione per far sì che l’artista riesca a ritagliarsi del tempo tutto dedicato alla pittura, diventano un appuntamento con l’arte a cui Rossana Omili non vuole mancare. Uno dei suoi timori è quello di essere incanalata e influenzata  perdendo così la sua identità pittorica; il suo primo e imprescindibile bisogno è quello infatti di mantenere la propria autenticità e spontaneità ma allo stesso tempo è così consapevole del suo sentire artistico e della strada che vuole percorrere che la paura di essere influenzata sfuma presto difronte alle sue solide convinzioni e alla sua maturità artistica.

Non ama la pittura astratta, ha bisogno infatti di vedere quello che rappresenta. “Imparare a vedere è il tirocinio più lungo in tutte le arti”(De Goncourt).

In alcune occasioni si è approcciata alla difficile arte della riproduzione. Come lei stessa afferma i grandi maestri del passato l’aiutano a decifrare il suo sentire artistico, a ritrovare sensazioni e atmosfere che le appartengono: servendosi della pittura ad olio e dell’acquerello recupera i linguaggi comunicativi che più si avvicinano alla sua sensibilità.

Recentemente ha eseguito repliche e reinterpretazioni di opere di Monet, uno dei suoi artisti più amati, come si può vedere dai tributi al grande artista impressionista in Antibes, La Gazza, I Papaveri e Giardino a Giverny. Nella Gazza ci ritrasmette l’atmosfera ovattata, di essenza e spirito romantico, di un paesaggio innevato in cui Omili tratta magistralmente le gradazioni di bianco e le luci; le pennellate sono compatte e dense è infatti un’opera che precede l’impressionismo di Monet, dove quindi non troviamo ancora i rapidi tratti che fanno vibrare la tela presenti invece in Papaveri. Ama i paesaggi, di cui ci ripropone scorci realizzati ad acquerello, in cui emergono la sua abilità nella costruzione prospettica, nella stesura del colore e nella resa della luce. In Toscana e in Bicicletta l’atmosfera, resa da pennellate sapientemente studiate, è quella che si respira in serene giornate estive. Ma l’apice della sensibilità viene raggiunto negli acquerelli di ambientazione inglese e nel balcone di Giulietta, laddove l’artista si immedesima nello spirito di John Ruskin dando un’anima alle pietre che ritrae.

Testo a cura di Lia Fabricci

Laureata in Conservazione dei Beni culturali presso l’Università Ca’Foscari di Venezia e specializzata in Storia dell’arte moderna presso l’Università degli studi di Verona.
Ha lavorato come restauratrice nell’ambito del lapideo e nel settore delle Gallerie d’arte private.