L’arte poliedrica di Marcella Meghi

Il percorso artistico di Marcella Meghi inizia frequentando i corsi liberi quadriennali di pittura presso l’Accademia G.B. Cignaroli di Verona sotto la guida del Maestro Aldo Tavella. Coglie così l’opportunità di avere i primi approcci anche con la scultura. Riceve nell’ambito del corso premi, segnalazioni meritorie e una borsa di studio. Nel corso degli anni partecipa a diverse mostre collettive e personali avendo sempre un’ottima risposta da parte del pubblico. Nel 2013 riceve il primo premio in occasione del concorso di pittura Aldo Tavella  “Città di Verona” a dieci anni dalla scomparsa del Maestro.

La poliedricità è il tratto distintivo dell’opera di Marcella Meghi: un’artista che riesce a spaziare con uguale abilità dalla pittura alla scultura. La pluralità di stimoli che Marcella ha assorbito nel corso degli anni, la passione artistica, la molteplicità di immagini e le emozioni vissute in ore e ore di visite museali, lo studio approfondito degli artisti, la sedimentazione e la successiva rielaborazione soggettiva, si traduce nella trasposizione su tela delle più varie ispirazioni tratte dai grandi maestri del passato. Come lei stessa afferma il momento della creazione per lei è un incontro spirituale con quelli che sono gli artisti, le correnti, i segni e le cromie che sente più in linea con la sua predisposizione artistica. Una particolarità del suo fare artistico sta nel fatto che raramente lavora sulla tela bianca ma tiene come sostrato lavori precedenti, che copre con le sue nuove creazioni ma che allo stesso tempo le ripropongono valori cromatici e tessiture che poi riutilizza e le danno l’incipit , o preziosi riferimenti, per i lavori successivi.

A riprova del suo talento sono le sculture, nelle quali Marcella Meghi abbandona il consueto verismo, lasciando spazio ad una semplificazione di forme che privilegia il movimento curvilineo, accentuando il pathos delle composizioni.

Guidata dall’emozione l’artista, Meghi Marcella mette in atto un processo di creazione di chiara sensibilità emotiva ed appassionante lettura; la necessità di comunicare vive costantemente nel suo iter pittorico con una precisa linea cromatica di particolare fascino. D’estrazione figurativa e con sicura  resa segnica e personale interpretativa, l’artista valorizza  i suoi soggetti con un modo di dipingere del tutto autonomo e con un profilo narrativo originale. I valori coloristici, la morbidezza del tratto e la corposità della materia danno capacità tecnica alle sua composizioni e aprono un discorso di interessante ricerca artistica. Le sue figure dialogano costantemente di un significato reale e sincero che rafforza l’opera di profonda vitalità ed autentico senso dei valori tecnico estetici e di contenuto. La freschezza d’immagine e l’entusiasmo nel comporre si respirano immediatamente nella sua pittura d’indipendente realizzazione e significato.”  Monia Malinpensa

Testo a cura di Lia Fabricci

Laureata in Conservazione dei Beni culturali presso l’Università Ca’Foscari di Venezia e specializzata in Storia dell’arte moderna presso l’Università degli studi di Verona. Ha lavorato come restauratrice nell’ambito del lapideo e nel settore delle Gallerie d’arte private.