Scenari inattesi tra passato ed onirico.

Il collage è la nobile conquista dell’irrazionale, l’accoppiamento di due realtà, inconciliabili in apparenza, su un piano che apparentemente non li soddisfa.”Max Ernst

Passione per il Surrealismo, per la musica e specialmente per quella degli anni Settanta, più la combinazione dello studio scientifico del recupero di soggetti del passato per dare loro nuova vita come solo una restauratrice sa fare. Tutti questi elementi si ritrovano lampanti negli interessanti collage di Madalina Antal.

Ricercare, selezionare con cura gli accostamenti lasciandosi sempre guidare dalle ispirazioni musicali che diventano quasi il sottofondo visibile di questi lavori, sono prerogative che Madalina ha da sempre fatto sue.

antalDopo essersi diplomata in design al liceo artistico, ha intrapreso lo studio di restauro all’Uia di Venezia. Qui la precisione scientifica delle tecniche di recupero dei manufatti artistici assieme allo studio della chimica non possono lasciare alcun spazio alla creatività. Così Madalina dal 2014 ha iniziato a produrre i primi collage cartacei e ciò che da sempre era stata una passione, è diventata un vero e proprio sfogo artistico.

Successivamente sia per curiosità sia per esigenze pratiche, Madalina ha cominciato a sperimentare il collage digitale. Si è lasciata ispirare da immagini di paesaggi trovati su riviste in internet o soggetti di stampo naturalistico e documentaristico come le copertine della National Geographic. I risultati sono animali esotici improbabili, frutto di assemblaggi di contesti totalmente estranei tra loro, soggetti chimerici catapultati direttamente dal mondo del fantastico.

Continuando le lunghe ricerche sul web a caccia di foto da riutilizzare che non avessero il vincolo del copyright, Madalina ha iniziato a scoprire il fascino del recupero di foto-ritratto di fine Ottocento e primi del Novecento. Vicino a sagome di eleganti uomini appartenenti ad un mondo ancora in bianco e nero vengono accostati fiori sgargianti, alberi, rami, tronchi, animali. Questi diventano sfondi che ricreano scenari assurdi, lontani da ogni realismo ma partoriti esclusivamente dallo straordinario mondo dell’immaginario.

Evidente è il richiamo a Renè Magritte, Max Ernst e ai maggiori esponenti del Surrealismo. Con il collage e il fotomontaggio si sfondano le regole tradizionali dell’arte e dei canoni estetici per produrre un’arte casuale, priva di senso, nata dall’imprevisto e supportata dalla ricerca dell’inconsueto e dell’assurdo.

Per Madalina la fonte d’ispirazione maggiore resta la musica che la trasporta in un’altra dimensione in cui si immedesima, da cui cerca di riprodurre un’immagine, una storia. Moltissimi dei suoi lavori prendono il titolo proprio dalle canzoni o dai gruppi da cui è stata ispirata come “Dead Skeletons”, “The Evening Sun” o “Subliminal Man”. Madalina scende nell’atmosfera del suono e ricrea mondi stroboscopici, raddoppiamenti, sovrapposizioni improbabili. I suoi collage sono talmente d’impatto e di richiamo al mondo musicale che sono stati usati per alcune cover di cd e vinili.

L’artista ha inoltre già esposto a numerosi festival come Rospi in Libertà, Faro Psych Festival e alcune mostre, tra le più recenti quella al Flat di Mestre.

Continuando a produrre collage, Madalina vorrebbe tornare a cimentarsi in quello cartaceo e provare ad osare con le grandi dimensioni, lasciando libera l’interpretazione, felice di suscitare sempre nuove visioni e molteplici letture negli occhi di chi guarda.

testo a cura di Silvia Previti

Contatti

mail: madalinantal@yahoo.it