L’equilibrio tra razionalità ed emozioni

Può una mente razionale, schematica, plasmata da studi di carattere scientifico, esprimere emozioni attraverso l’arte? E’ quello che si chiede spesso anche Luca, fotografo autodidatta ma profondo conoscitore della tecnica fotografica, per cui i generi non sono altro che campi di sperimentazione, dove affinare le proprie abilità e competenze.

Luca Tonon ritrattoSe volessimo proprio parlare di generi fotografici che Luca predilige potremmo citare: la ritrattistica, per la difficoltà intrinseca di rendere le emozioni umane più spontaneamente possibile; la street photography, quella vera, sarcastica e imperfetta, rifacendosi a maestri come Cartier-Bresson ed Erwitt; o ancora la fotografia paesaggistica, cercando sempre di spiegare, attraverso anche dei testi di accompagnamento, la storia e le culture dei luoghi fotografati.

Se non possiamo parlare di un genere preferito da Luca possiamo però dire: “bianco e nero”, stile che lo aiuta a ricercare per le proprie opere un equilibrio minimalista che suggerisca serenità a chi le guarda, come succede a lui con le foto di Michael Kenna.

Trevigiano di nascita, è nel capoluogo della Marca che Luca inizia a sperimentare e creare i primi progetti fotografici, dapprima scattando con il proprio Iphone, ottenendo alcune pubblicazione su Iphone Photography School. Successivamente con la propria fotocamera pubblica il primo lavoro, una seria di urban photography ambientata di notte nel centro storico trevigiano, progetto iniziale ma di non facile attuazione, che dimostra fin da subito le potenzialità e lo stile del fotografo. Anche il suo secondo progetto è ambientato a Treviso e dintorni ma poco importa perché il focus era sulle persone ritratte, volti distesi, sorridenti, che danno serenità a chi li guarda. Lavoro però tutt’altro che semplice, perché scattato da distanza ravvicinata, oltre che come scelta stilistica, anche come modo per Luca di superare una sua naturale ritrosia nel “disturbare” le persone fotografandole.

Con “Lagole”, ultimo progetto attualmente completato, Luca si è avvicinato maggiormente al reportage storico-naturalistico, tornando, anche idealmente, nel Cadore della sua infanzia. Il lavoro ha visto Luca studiare la storia e le leggende della zona di Lagole, antico luogo sacro le cui acque sorgive venivano venerate per i poteri curativi.

Il tema dell’origine si ricollega ai progetti in allestimento, uno dei quali vedrà Luca impegnato a risalire alle origini dell’attuale civiltà veneta, cercando i “segni” di un passato recente ma quasi dimenticato, fotografando le principali attività produttive, e di vita, delle popolazioni del veneto, unite dal collante della religiosità.

L’altro lavoro porterà il fotografo a esplorare l’origine delle emozioni umane, prendendo come cavia se stesso, cercando a mente fredda, analiticamente, di ritrarre momenti di estrema importanza per la sua crescita personale. Il tutto cercando sempre di restare in equilibrio tra ragione e sentimenti.

A cura di Mattia Cappellazzo

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