LARA BACCHIEGA – Il fascino latente dell’ordinario.

Il paesaggio: “una porzione di territorio come appare a chi la guarda”. Così il dizionario della lingua italiana definisce magistralmente l’oggetto della ricerca di Lara Bacchiega se visto in correlazione alla poetica di questa giovane fotografa.

Il paesaggio di Lara non è il panorama naturalistico o la veduta di città storiche. Sono le insegne dei locali, le piscine vuote d’inverno, le architetture moderne delle abitazioni d’oggi che la stimolano, tanto da essere diventate le protagoniste del suo linguaggio espressivo. Un paesaggio antropizzato in cui non vi è la presenza dell’uomo ma delle sue tracce.

Processed with VSCO with b5 preset

Laureata in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università Iuav di Venezia, Lara ha scoperto proprio al termine del percorso universitario la sua predilezione per la fotografia quale mezzo comunicativo più efficace per esternarsi. Inizialmente si è cimentata fotografando in digitale ma la vera svolta è arrivata provando l’analogico: usare la macchina a pellicola le ha permesso di scoprire il piacere della lentezza, della continua ricerca e della derivante consapevolezza nella scelta degli scatti, limitati dal rullino. Un modo di fare fotografia questo, in perfetta antitesi con la ricerca dell’istante irripetibile, del “momento decisivo” definito da Henri Cartier Bresson.

Lara ha deciso di realizzare il suo progetto di tesi “Sleeping towns” prendendo come oggetto del suo studio la cittadina balneare di Bibione, immortalata nel periodo di “letargo”, ovvero il periodo invernale che va da novembre a marzo. Per cinque mesi ha indagato l’anima di una Bibione dormiente, malinconica nei suoi colori pastello, in “attesa” del ritorno della stagione estiva in cui viene ripopolata dai turisti e da tutte le attività che riprendono a funzionare a pieno ritmo.

Per Lara queste sono state le prime fotografie che l’hanno davvero soddisfatta, frutto di un’acuta osservazione di quei dettagli che per molti possono apparire banali, ma che in realtà raccontano molto se letti nel loro contesto d’origine. Bibione può essere identificata infatti come una città “non luogo”, secondo il concetto definito dall’antropologo Marc Augè, in cui si presentano le caratteristiche della standardizzazione, dell’omologazione, dell’anonimato. Al mare le persone si spogliano delle loro individualità, tutti diventano uguali sui lettini delle piscine d’albergo e la città balneare diventa un mero luogo di passaggio, di uso e consumo circoscritto al breve periodo estivo. Nelle sue foto ci appaiono solitarie le piscine svuotate di dicembre e anonime le insegne degli hotel incellofanate per non essere danneggiate dalle intemperie della brutta stagione.

Con “Sleeping towns” Lara è stata selezionata nel 2014 alla 98esima Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia e ha ricevuto molti apprezzamenti e recensioni.

Trovato e fatto suo dunque l’oggetto di ricerca, ha partecipato inoltre all’esposizione alla Galleria Sp3 di Treviso con il tema “Esplorazioni del Parco del Sile” e attualmente ha preso parte al progetto “Lacuna/ae, Identità e Architettura Moderna a Venezia”: una mostra incentrata sugli edifici delle ex aree industriali della città lagunare che sono stati riqualificati in abitazioni popolari dai grandi architetti italiani nella seconda metà del Novecento. Una Venezia ai più sconosciuta, in cui l’artista ha ricercato quegli indicatori del modo di vivere moderno lontano dalle architetture da cartolina del centro storico.

È proprio il quotidiano che affascina Lara e sarà sicuramente il tema di ricerca per i suoi progetti futuri, per continuare a “raccontare per immagini”, come affermava Luigi Ghirri, la famigliarità di certi luoghi che, seppur apparentemente ordinari, rivelano molto dei connotati dell’uomo moderno.

Silvia Previti

CONTATTI

sito : cargocollective.com/larabacchiega

email : larabacchiega@gmail.com

twitter : @LaraBacchiega