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Claudia Corò

Venezia è una chimera, una sfida per qualsiasi artista che vi arrivi da lontano, figuriamoci per chi ci abita.

Claudia Corò è una giovane donna estrosa e indipendente, mai scontata e sempre in movimento, fisico e mentale. A Venezia ci vive da sempre, ci abita da quando è nata e la conosce come se fosse una grande amica un po’ scontrosa: a volte ti sorride a volte ti fa il broncio.

Corò_claudiaLa sua è un’arte che fa i conti a modo suo con la città dei Dogi: la prende e la fa sua, dipingendola, fotografandola, mostrandola  in una maniera del tutto particolare. La stravolge col colore quando la dipinge su tela: restano i contorni indefiniti di San Marco o di altri luoghi della laguna, ma il colore riesce a trasfigurare la rappresentazione portandola su un piano completamente diverso rispetto a quello delle rappresentazioni turistiche. Quando invece la disegna su carta o addirittura la incide su legno, il fascino che dona a questa città appartiene ad altri tempi, sembra quasi di tornare indietro negli anni e poter vedere Venezia attraverso occhi nostalgici. Nelle fotografie in bianco e nero gli scorci si fanno atoni e l’atmosfera buia se non fosse per degli sprazzi di colore sopra alle foto che fanno risaltare un particolare piuttosto che un altro o semplicemente colpiscono l’osservatore e lo inducono a scovare quello che c’è dentro l’opera, aldilà della rappresentazione.

Claudia Corò conosce l’arte troppo bene per fermarsi a questo e la sua ricerca va oltre mostrando una certa maestria nel padroneggiare la tecnica del disegno figurativo. I soggetti possono essere persone a lei care o solamente torsioni di busti, gambe e braccia: flessuosità perse nello spazio e fissate dal colore. Lei stessa ammette di aver studiato molto bene la tecnica del disegno e di amare il corpo come espressione d’arte. Le sue ultime opere su carta navale affascinano lo sguardo per la flessuosità delle pose e la decisione del segno grafico. Il colore rende i corpi delle creature soprannaturali, acquatiche perché in fin dei conti lo sfondo è pur sempre una carta nautica dall’aspetto invecchiato, usato, stropicciato. In altre opere è chiaro il richiamo al passato, alle statue dei putti settecenteschi acefali, un omaggio all’arte moderna retaggio di un talento nato dallo studio e non dall’improvvisazione.

L’uso del colore varia di volta in volta, dallo sfumato al colore che cola dalla tela, mantenendo il principio della coerenza con l’opera rappresentata. Predomina dove è presente ed è decisamente connotativo.

Per conoscerla basta connettersi al suo sito www.claudiart.net o andarla a trovare in quel di Venezia,  nell’isola della Giudecca dove custodisce le sue opere nel suo studio.

A. M.

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